i delegati delle famiglie dei C.D. sulla crisi sociale Stampa E-mail
Mercoledì 19 Dicembre 2012 09:28

La decennale esperienza del ruolo di delegati ci ha portato a comprendere il funzionamento del SISTEMA DISABILITÀ DELLA VERSILIA e rilevarne le criticità. Abbiamo, inoltre, conosciuto esperienze associative e cooperative di altre zone della Toscana e di altre regioni imparando che non c'è un solo modo di rapportarsi fra famiglie, istituzioni e enti del privato sociale. Pensiamo che le cause dell'attuale situazione siano da ricercare, oltre che nel più ampio scenario europeo e nazionale, anche e soprattutto nel deficit etico e nell'erosione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, nella rinuncia delle giunte locale ad esercitare le proprie prerogative in materia di disabilità e salute mentale, nella differente regolamentazione dei sette comuni, nella perdurante inerzia dell'Azienda, nell'assenza di trasparenza e controllo dell'azione amministrativa, nella frammentazione e divisione del volontariato e del terzo settore, nell'autoreferenzialità degli enti solidali, associazioni dei familiari comprese, nella pseudo partecipazione imposta ai cittadini e nell'averli relegati e costringerli al ruolo di assistiti.

Se per la cura necessita la specializzazione, per soddisfare i bisogni delle famiglie (che sono gli stessi) e per la tutela dei diritti dobbiamo allearci. Agire separatamente disperde le risorse per servizi che rispondono a bisogni omogenei; isola i più deboli; ostacola la solidarietà impedisce la tutela comune dei diritti.

La posizione che le cooperative e le associazioni ricoprono all'interno del sistema socio sanitario della Versilia è, a nostro parere, con qualche eccezione, funzionale al modello assistenzialista. La rigida interpretazione dei rapporti gerarchici nell'organigramma dell'ASL 12 e la netta separazione dei ruoli sociali impedisce le relazioni funzionali e penalizza quelle interpersonali ostacolando il confronto e dialogo costruttivo.

L'immagine del genitore arroccato nell'egocentrismo della vittima1, armato della sua rabbia e inconsapevole paura, bisognoso di protezione che continuamente emerge nei pubblici dibattiti non ci appartiene e ci offende.

Viviamo una realtà complessa che genera conflitti nelle famiglie, fra i soggetti marginali, fra questi ultimi e i curanti e gli enti erogatori di servizi, e concorrenza all'interno degli stessi settori socio sanitari. La situazione economica e politica spinge gli amministratori a frettolose scelte di redistribuzione. Con le scarse risorse si ricuciono gli strappi pregressi aprendo nuovi squarci nel tessuto sociale. Le proteste si moltiplicheranno, finché non ci sarà la volontà politica e civica di riconoscere le priorità, di coinvolgere i cittadini in una seria programmazione e tutte le componenti sociali, afflitte dalla quotidiana precarietà, si sentiranno a rischio e si vivranno, a loro volta in solitudine, come vittime assolute. La permanente condizione di precarietà e le difficoltà gestionali correlate al metodo delle gare al ribasso, la preoccupante attuale posizione contrattuale delle cooperative locali, da imputare soprattutto alla cattiva amministrazione della città capoluogo, s'inquadrano, a nostro parere, nel più generale attacco al sistema di protezione sociale delle fasce deboli (dal quale la direzione Aziendale ha cominciato a tagliare), che ha il suo fondamento nelle politiche europee e nazionali degli ultimi vent'anni. Nella nostra attività abbiamo appurato che la disabilità, e il disagio mentale sono pianeti sconosciuto alla politica e, in qualche misura, anche ad alcuni addetti ai lavori, e di difficile avvicinamento ed esplorazione per i laici. Riteniamo l'interesse delle famiglie convergente con quello delle cooperative e degli operatori. È perciò più che mai necessario riconoscere il lavoro che ognuno di noi svolge, da tempo, sul territorio. La lettera aperta che abbiamo presentata al convegno sui centri diurni parte dall'attualità per fotografare e analizzare l'esistente. È un primo contributo alla conoscenza della reale portata del fenomeno e a una seria programmazione per rispondere ai bisogni in tempo di crisi. Per nostro difetto, ci accorgiamo di non essere riusciti a spiegare cosa intendiamo per alleanza fra associazioni delle famiglie e cooperative sociali e perché consideriamo importante la sinergia fra informazione e azioni di protesta. Noi pensiamo che quando sono finalizzate allo stesso obiettivo e complementari fra loro le proposte si devono tradurre in accordi e azioni condivise, utilmente concordate nei tempi. La trasparenza, l'informazione e il confronto sono quindi, a nostro parere, le basi delle scelte democratiche e la garanzia del controllo. La conferenza stampa, l'intervento televisivo e l'assemblea permanente dei cittadini sui temi della marginalità, che abbiamo proposto, sono fra le azioni utili per allargare la platea dei cittadini informati, per aiutare gli amici ad avvicinarsi e comprendere meglio che cosa significa convivere con la non autosufficienza totale o parziale di un figlio, un fratello, un genitore. Soltanto noi genitori, con il vostro auspicato apporto, possiamo assolvere a questa funzione.

È parimenti importante rendersi visibili e manifestare l'indignazione delle famiglie e degli operatori, portando, se occorre, la nostra voce nei palazzi della politica e dell'Azienda e nelle piazze e, con il consenso dei genitori e tutori, svolgere in quei luoghi le attività che costituiscono l'anima dei centri, per scuotere i responsabili e i dormienti.

Vi invitiamo a leggere attentamente il nostro documento ed esprimere una valutazione in vista di un opportuno confronto.

Vi esprimiamo la nostra gratitudine per la vostra preziosa presenza, e in attesa di un cortese riscontro vi auguriamo buon Natale e Buon anno nuovo.

 

Viareggio, 19 dicembre 2012                                                       i delegati delle famiglie dei Centri Diurni della Versilia

 

1 La memoria di chi calpesta la brace di Karim Metref - da Il Manifesto domenica 28 settembre 2008
P.S. per la lettera aperta,  recapitata ai destinatari e inviata alle direzioni delle cooperative, vai alla sezione NEWS
per La memoria di chi calpesta la brace di Karim Metref  vai a L'egocentrismo della vittima nella sezione NEWS